Fonti e Ricerche

ChainRelAction è una campagna di sensibilizzazione sui crimini d’odio, conosciuti anche come hate crime. Gli atti di discriminazione che rientrano in questa categoria sono legati all’origine razziale o etnica, alla religiosità, fino ad arrivare all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità. Fanno parte degli hate crime anche gli hate speeches, discorsi che incitano alla violenza e che trovano nel Web l’ambiente adatto nel quale potersi diffondere a macchia d’olio.

Alcuni dati

5.369 sono i casi di discriminazioni legate al razzismo registrate tra il 2007 e l’inizio del 2016 da Lunaria, associazione no profit che si occupa di promozione sociale. Dal 2010, visto il progressivo aumento di questicasi, anche l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), la Polizia di Stato e l’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) hanno iniziato a monitorare i fenomeni violenti legati al razzismo e alla xenofobia che sfociavano in un’intolleranza verso l’ “altro”.

Ciononostante, oggi risulta ancora difficile studiare gli hate crime, in quanto spesso i crimini commessi vengono considerati come semplici atti discriminatori o addirittura per paura non vengono denunciati.

La prima analisi europea del 2009 a cura dell’OSCE – Office for Democratic Institutions and Human Rights, registra in Italia 134 casi. Fra il 2010 e il 2014 si registra però una crescita esponenziale del quasi 2.500%, complici sicuramente i Social Media, che oltre ad alimentare il fenomeno rendono difficile un suo monitoraggio accurato. Sono i dati dell’UNAR a parlare: gli hate speeches sono entrati a far parte della comunicazione online delle nuove generazioni, 1 ragazzo su 4 li considera “normali”.

La proliferazione di questo fenomeno in rete è ulteriormente favorita in Italia dall’assenza di un’adeguata normativa e di strumenti giuridici adatti a prevenirli.

Il nostro scopo

Affinché i fenomeni sopra descritti possano progressivamente ridursi, ChainRelAction si propone di sensibilizzare soprattutto i giovani, ad adottare forme di comunicazione che garantiscono la libera espressione del proprio punto di vista e della propria identità, promuovendo il rispetto reciproco e rifiutando qualsiasi tipo di atteggiamento violento.